LA NOSTRA STORIA

LA NOSTRA STORIA

La nostra storia

Dalle origini austro-ungariche al CAI: una lunga tradizione di montagna

La passione per la montagna nella valle di Fodom ha radici profonde, che risalgono alla fine dell’Ottocento. Nel 1881, sotto l’Impero austro-ungarico, nasce a Cortina una sezione del Deutscher und Österreichischer Alpenverein (DuÖAV), che includeva anche i territori di Livinallongo e Colle Santa Lucia. Nel 1886 viene fondata la Sektion Ladinia con sede a Corvara, a cui aderiscono anche Marebbe, Colle e Livinallongo. È il medico Johann Alton a promuovere la cultura dell’escursionismo e dell’alpinismo in queste terre, contribuendo alla nascita di una comunità appassionata e organizzata.

Nel 1903, dopo la sua morte, nasce a Pieve la Sektion Buchenstein, con 21 iscritti già nel primo anno, diventati quasi 50 prima della Grande Guerra. Con la fine del conflitto e il passaggio del Sudtirolo all’Italia, tutte le sezioni del DuÖAV vengono sciolte.

La prima Sezione CAI e la rinascita negli anni ’70

Nel 1930 nasce la prima Sezione del Club Alpino Italiano a Livinallongo, ma ha breve durata: collabora alla costruzione della cappella sul Col di Lana, poi chiude nel 1936. La vera rinascita avviene nel 1970, grazie all’impegno di un gruppo di volontari: Bruno Trebo, Gilberto Salvatore, Piergiovanni Fain, Tito e Ovidio De Biasio, Dario Crepaz, Ivo Devich e Ugo De Battista.

Da quel momento la Sezione cresce e si struttura, diventando un punto di riferimento per la manutenzione dei sentieri, la valorizzazione del territorio e la promozione della cultura alpina.

L’impronta di Gilberto Salvatore

Un nome spicca su tutti: Gilberto Salvatore. Nato a Montefalcone nel Sannio nel 1937, giunge ad Arabba nel 1961. Da subito si dedica con passione all’attività del CAI, ricostituendo e guidando la Sezione per decenni. Sotto la sua guida, vengono ripristinati o tracciati oltre 120 km di sentieri, costruito il Bivacco Bontadini e le celebri vie ferrate delle Trincee e Piazzetta.

Gilberto muore il 27 gennaio 2012. Oggi riposa nel cimitero della Chiesa di Arabba, ma la sua eredità continua a vivere nei sentieri, nelle opere e nella memoria della nostra comunità.

I sentieri: un patrimonio restituito alla valle

Nel 1961, nella zona esistevano solo sei sentieri CAI, in condizioni precarie. Grazie al lavoro dei soci, in particolare di Gilberto, la rete sentieristica è stata ampliata e curata con attenzione. Tra i principali interventi si ricordano:

Sentieri storici ripristinati:

  • 698, 699, 634, 635, 636 (Sentiero delle Creste – Bivacco Bontadini – Passo Padon)

  • 680 (Passo Pordoi – Porta Vescovo)

  • Sentiero Geologico di Arabba, Teriol Ladin, Giro dei Setsas, Col di Lana e Cima Sief, e molti altri

Sentieri non storici ripristinati:

  • 441 (Andraz – Monte Pore), Arabba – Passo Pordoi, collegamenti tra frazioni

Sentieri nuovi:

  • Arabba – Varda – Cherz – Passo Campolongo

  • 626 (Passo Pordoi – ferrata Piazzetta – Vallon)

Oltre alla rete sentieristica, la Sezione ha curato numerose pubblicazioni: le guide ai sentieri di Fodom e Rocca Pietore, quella al Col di Lana e il Sentiero Geologico di Arabba.

Le grandi opere

Tra i principali progetti realizzati dalla Sezione ricordiamo:

  • Ferrata delle Trincee (1971)

  • Ferrata Piazzetta (1980, con le Fiamme Gialle di Predazzo)

  • Bivacco Bontadini (con il 7° Alpini Battaglione Feltre)

  • Glacions de Rèba, struttura per l’arrampicata su ghiaccio ad Arabba

Un presente condiviso

Sotto la presidenza di Diego Grones (2013–2018), la Sezione rinnova tutta la segnaletica dei sentieri e dà vita a nuove iniziative, come la “Verticale del Col di Lana”. Nasce anche il gemellaggio con la Sezione CAI di Camposampiero, che ogni anno partecipa alla manutenzione dei sentieri.

Nel 2015 rinasce anche la Sezione dell’Alpenverein Südtirol – AVS Ortsstelle Buchenstein, che oggi opera congiuntamente alla nostra Sezione sotto l’egida della Lia da Mont Fodom, sull’esempio virtuoso della Lia da Mont Gherdëina.

Le sfide recenti e il futuro

Nel 2018, eventi giudiziari legati alla gestione della struttura dei Glacions portano alle dimissioni del Consiglio direttivo. Viene nominato Commissario straordinario Giuseppe “Bepi” Cappelletto, che guida la Sezione in un momento delicato con competenza e dedizione.

Sempre nel 2018, la Tempesta Vaia devasta il territorio, danneggiando gravemente anche la rete escursionistica. Oltre la metà dei sentieri risulta impraticabile. Il lavoro di ripristino è immenso, ma la Sezione si è rimessa all’opera, come sempre, con determinazione.

Nel 2023, la vicenda giudiziaria che aveva coinvolto Diego Grones si conclude con la sua assoluzione: il giudice riconosce la tenuità del fatto e l’insussistenza del reato. A lui va il nostro pensiero riconoscente e il grazie per gli anni di impegno.

Una Sezione viva, con lo sguardo rivolto in alto

Oggi, la Sezione CAI Livinallongo – Colle Santa Lucia continua a essere un punto di riferimento per chi ama la montagna, per chi la percorre con rispetto e per chi crede nel valore delle comunità alpine. Con l’aiuto dei soci, dei volontari, delle istituzioni e delle collaborazioni con il mondo ladino, continuiamo a costruire il futuro del nostro territorio, un passo dopo l’altro.